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Adottati i Regolamenti che impegnano l'UE per il clima e l'energia

pubblicato 15 mag 2018, 00:58 da Presidenza ForestAbruzzo

Il Consiglio Europeo ha adottato il 14 Maggio 2018 il regolamento che istituisce un quadro per l'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF) ed il Regolamento sulla Condivisione degli Sforzi (ESR), nel quadro 2030 per il clima e l'energia.

L'adozione formale di tale normativa costituisce la fase finale del processo, a seguito della quale i regolamenti saranno pubblicati nella Gazzetta ufficiale ed entreranno in vigore il 20° giorno successivo alla loro pubblicazione.

In allegato i testi dei due regolamenti.

Approvato il Testo unico in materia di foreste e filiere forestali

pubblicato 17 mar 2018, 02:37 da Presidenza ForestAbruzzo   [ aggiornato in data 17 mar 2018, 02:40 ]

Le Cooperative, i Consorzi e le Associazioni forestali di Abruzzo e Molise esprimono grande soddisfazione per la definitiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di ieri del Testo unico in materia di foreste e filiere forestali
.

Questa normativa quadro, approvata su un testo base elaborato, dopo quattro anni di lavoro, dal "Tavolo della filiera legno" istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e a cui hanno partecipato tutti i soggetti interessati, i Ministeri e le Regioni, prima di essere definitivamente approvato dal CdM, ha ottenuto l’intesa della Conferenza unificata e recepisce tutte le condizioni formulate dalle competenti Commissioni parlamentari.

Il decreto provvede al riordino complessivo della normativa in materia di foreste e filiere forestali, in coerenza con la strategia nazionale definita dal Programma quadro per il settore forestale, la normativa europea e gli impegni assunti in sede europea e internazionale in materia forestale, di agricoltura, ambiente, paesaggio, commercio e sviluppo rurale.

Il provvedimento mira a far fronte in maniera più efficace alle urgenti necessità di tutela e gestione attiva del territorio italiano, contrastando l’abbandono colturale e il declino demografico nelle aree montane e rurali del Paese, nonché a garantire la conservazione ambientale e paesaggistica, lo sviluppo di nuove “economie verdi” e la crescita occupazionale in particolare nelle aree interne.

Più specificamente, le direttrici lungo le quali si è mosso l’intervento normativo sono le seguenti:
  • promuovere su tutto il territorio nazionale la tutela e la gestione attiva e razionale del bene bosco;
  • rafforzare la funzione di coordinamento istituzionale svolta dallo Stato nei confronti delle Regioni e delle autonomie locali direttamente e indirettamente competenti sulla materia forestale;
  • formulare chiari indirizzi nazionali di riferimento su programmazione, pianificazione, tutela e gestione attiva del patrimonio forestale nazionale;
  • definire, di concerto con le regioni e i Ministeri competenti, i criteri normativi e operativi minimi e comuni per tutto il territorio nazionale su specifici temi;
  • portare in ambito internazionale ed europeo un’unica posizione nazionale in materia forestale.
Finalità del testo unico sono sia la salvaguardia delle foreste, sia la promozione della la gestione attiva e razionale del patrimonio forestale nazionale al fine di garantire le funzioni ambientali, economiche e socio-culturali.

Uno degli aspetti fondamentali del Testo è la promozione della pianificazione forestale, articolato su più livelli, Piano di indirizzo territoriale e Piani di gestione o strumenti equivalenti. Ai proprietari pubblici e privati rientranti nella applicazione dei piani le Regioni potranno prevedere un accesso prioritario ai fondi pubblici.

Particolare importanza der l'associazionismo forestale ha l'art. 10 che prevede che "Le regioni promuovono la crescita delle imprese che operano nel settore forestale e ambientale, della selvicoltura e delle utilizzazioni forestali, nella gestione, difesa, tutela del territorio e nel
settore delle sistemazioni idraulico-forestali, nonché nel settore della prima trasformazione e commercializzazione dei prodotti legnosi quali tronchi, ramaglie e cimali
".

Viene inoltre confermata l'istituzione da parte delle Regioni degli elenchi o albi di imprese, in cui prossono iscriversi le imprese singole o associate, anche se partecipate da Enti pubblici (es. Consorzi Forestali).

Viene inoltre confermato il sostegno all'associazionismo fra proprietari, anche pubblici, i quali partecipano alle associazioni forestali anche in deroga all’articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175.

Resta confermato inoltre, e ciò è di fondamentale importanza, che "Le cooperative forestali e i loro consorzi che forniscono in via prevalente, anche nell’interesse di terzi, servizi in ambito forestale e lavori nel settore della selvicoltura, ivi comprese le sistemazioni idraulico-forestali, sono equiparati agli imprenditori agricoli."

E' confermato
inoltre, ed anche questo è di fondamentale importanza, che "Continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all’articolo 17 della legge 31 gennaio 1994, n. 97, all’articolo 15 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, ed all’articolo 2, comma
134, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
" cioè le norme che permettono l'affidamento di lavori e servizi in ambito forestale in deroga alla vigente normativa sugli appalti.

Particolarmente innovativa è la previsione circa le "Forme di sostituzione della gestione e di conferimento delle superfici forestali" in cui viene inserita la casistica dei "terreni silenti", cioè quei terreni in cui, di fatto, non è individuabile il proprietario, e per esperienza possiamo affermare che tali terreni sono massicciamente presenti nelle aree appenniniche.

Per tali terreni "le Regioni possono procedere all’attuazione degli interventi di gestione previsti conformemente alla disciplina vigente in materia di contratti pubblici, con forme di sostituzione diretta o affidamento della gestione dei terreni interessati e delle strutture ivi presenti a imprese, consorzi, cooperative di cui all’articolo 10, comma 5, ad altri soggetti pubblici o privati ovvero mediante affidamento ad enti delegati dalle stesse per la gestione forestale, privilegiando l’imprenditoria giovanile".

In allegato il DECRETO LEGISLATIVO TESTO UNICO IN MATERIA DI FORESTE E FILIERE FORESTALI

Testo Unico Forestale: ForestAbruzzo aderisce all'appello della Accademia dei Georgofili per l'approvazione

pubblicato 4 mar 2018, 03:03 da Presidenza ForestAbruzzo   [ aggiornato in data 4 mar 2018, 12:09 ]

Nelle ultime settimane sono state rese pubbliche delle valutazioni critiche sul Testo unico in materia di foreste e filiere forestali, attualmente in fase di approvazione finale da parte del Consiglio dei Ministri prima di essere sottoposto alla firma definitiva del Presidente della Repubblica. Vogliamo chiarire la nostra posizione su questa norma, sia per quello che riguarda il metodo che il merito. 

Il metodo
Il Testo unico è frutto di un lavoro di confronto e partecipazione pubblica durato 4 anni e riprende in gran parte un testo licenziato nel luglio 2015 dal Tavolo di settore “Foresta e legno” del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero che negli ultimi anni ha finalmente cercato di dare corpo a quel mandato di coordinamento delle politiche forestali che è nella sua stessa denominazione, anche alla luce delle profonde revisione degli assetti istituzionali del Paese nelle funzioni e competenze forestali (soppressione delle Comunità montane, assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, riorganizzazione dei ruoli, eliminazione di servizi e riassegnazione delle funzioni di gestione, controllo e vigilanza del territorio). In attuazione della Legge delega n.154 del 2016, si è data prosecuzione al processo di revisione e armonizzazione della normativa nazionale già vigente in materia forestale (D.lgs.227 del 2001 recante "Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57) in coerenza con la strategia nazionale definita dal Programma quadro per il settore forestale (comma 1082 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296), la normativa europea e gli impegni assunti in sede comunitaria e internazionale (Forest Europe). 
La proposta di riforma, dopo il suo lancio al Forum Nazionale delle Foreste organizzato nel novembre 2016 a Roma (www.reterurale.it/foreste), è andata incontro ad una serie di dibattiti pubblici, organizzati in diverse località del paese (Cuneo, Trento, Padova, Amatrice, Potenza, Foggia), ed è stata oggetto di diverse discussione in ambito tecnico-scientifico e in varie sedi congressuali. Contemporaneamente il testo è stato in profondità discusso e “concertato” con il Ministero dell’Ambiente, dei Beni culturali e dell’Economia e inviato al Consiglio dei Ministri per una prima lettura e per procedere all’avvio delle consultazioni istituzionali richieste dalla Legge delega. 
È stato, quindi, presentato alla Conferenza unificata Stato-Regioni, dove è stato approvato con modifiche vincolanti, in Consiglio di Stato che ha espresso un parere estremamente positivo e alle Commissioni competenti di Camera e Senato. Queste ultime hanno richiesto e ottenuti pareri e osservazioni dalle principali organizzazioni della società civile e del mondo scientifico che hanno espresso un generale apprezzamento accompagnato, in alcuni casi, da proposte migliorative, osservazioni e richieste di cui, su mandato politico delle Commissioni e nei limiti di competenza definiti dalla Delega, si è tenuto conto nella versione successiva e consolidata del documento. 

Non si ricorda nella storia del settore forestale italiano una esperienza così ampia e partecipata di elaborazione di un testo normativo. 

Questo è un segnale positivo e importante, che si accompagna alla parallela scelta di istituire una Direzione Foreste presso il Ministero per dare dignità e capacità operativa alle autorità centrali dello Stato in un settore che riteniamo strategico per lo sviluppo del paese. Per questo sembrano strane le critiche fatte in questi giorni al decreto, critiche che spesso non entrano nel merito degli articoli della norma, esulano dalla competenza del mandato di delega e sono caratterizzate da toni ultimativi e drammatizzanti. 
 
Il merito
Giustamente la rivista tecnica Sherwood, riservandosi di commentare i contenuti della norma con maggior dettaglio nel futuro, ha evidenziato quello che il decreto non comporterà:
•    non eliminerà alcuna legge di tutela ambientale vigente;
•    non eliminerà alcuna area protetta, di nessun tipo;
•    non eliminerà la richiesta di autorizzazione ai fini paesaggistici, là dove è richiesta oggi;
•    non eliminerà l’autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico;
•    non toglierà la potestà alle Regioni e alle Province Autonome in materia di foreste, pertanto rimarranno in vigore tutte le leggi, i regolamenti e le prescrizioni di tutela attuali;
•    non prevede alcun esproprio delle proprietà.

In calce a questa dichiarazione si entra nel merito delle principali critiche fatte alla norma. 
Il Testo unico, che si ricorda essere un testo di indirizzo nazionale per una materia di competenza concorrente tra Regioni e Stato, ha evidentemente dei limiti, in primis legati al fatto che – come esplicitamente previsto nella delega al Governo – non viene attivato alcun impegno finanziario per lo Stato. 
Sarebbe, tuttavia, assurdo e incomprensibile non approvare una norma specificatamente rivolta alla valorizzazione della selvicoltura quale elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico e per la salvaguardia ambientale del territorio della Repubblica italiana, e sulla quale si è fatto un eccezionale investimento di energie intellettuali e di capacità di negoziazione, motivato e razionalmente basato sulla esclusiva finalità di migliorare le condizioni delle risorse forestali nazionali e delle aree, soprattutto interne e montane, che le interessano. 

Si approvi, quindi, il Testo unico e, anche nell'elaborazione dei Decreti attuativi, si continui quell'esperienza di dialogo e di leale collaborazione tra istituzioni, società civile e cittadini che si è avviata in questi anni.

Una risposta nel merito alle principali osservazioni critiche al Testo Unico

La materia forestale è una materia di interesse strategico per l’Italia e sempre più trasversale a diverse politiche. 
Il Governo italiano ha sottoscritto diversi accordi internazionali ed è impegnato a dar seguito alle indicazioni dell’Unione Europea (UE) in materia di conservazione ambientale e paesaggistica, lotta e adattamento al cambiamento climatico, contenimento del dissesto idrogeologico, sviluppo socioeconomico e decarbonizzazione dei sistemi energetici, bioeconomia e lotta al commercio illegale del legname. 
Si tratta di campi di azione politica che hanno influenzato e che influenzeranno sempre più la selvicoltura e le scelte sulla gestione delle risorse forestali del nostro Paese. 
Un tema tanto complesso dal punto di vista scientifico e tecnico, quanto delicato e di estrema sensibilità sociale e politica.
Dopo un percorso di consultazione e confronto pubblico durato 4 anni, una proposta di Testo unico in materia di foreste e filiere forestali sta per essere approvata dal Consiglio dei Ministri. 
La proposta prevede, in attuazione della legge delega n.154 del 2016, la revisione e armonizzazione della normativa nazionale vigente (D.lgs.227 del 2001 recante "Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57), in coerenza con la strategia nazionale definita dal Programma quadro per il settore forestale (comma 1082 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296), le normative europee e gli impegni assunti in sede internazionale.
Molto clamore è stato sollevato nelle ultime settimane alla notizia della prossima approvazione del Testo unico. 
In particolare sui social network sono apparse osservazioni e critiche presentate da cittadini, associazioni ed anche alcuni docenti universitari. 
Denominatore comune delle perplessità avanzate rimane la paura di favorire con l’approvazione del Testo unico la riduzione e il degrado del patrimonio boschivo italiano, la distruzione della biodiversità e del paesaggio del bel Paese a favore di utilizzazioni produttive, in particolare quelle a fini energetici, addirittura coinvolgendo i boschi di aree protette.
Parlare di rischio di deforestazione in un paese in cui la copertura forestale è più che raddoppiata nell’ultimo secolo ed è ancora in fase di forte espansione significa creare inutili allarmismi: l’Italia è un paese ricco di foreste (39% della superficie territoriale) e lo sarà sempre di più nel futuro
Parlare di eccesso di tagli a fini di produzione di legname a uso industriale ed energetico in un paese che ha uno dei più bassi tassi di prelievo (rapporto tra utilizzazioni ed incremento annuo) nell’ambito dell’UE significa fare cattiva informazione.
In questi anni l’estensione della superficie forestale ha superato quella delle superfici agricole e si sta ponendo sempre più un problema complesso e delicato su come tutelare e gestire questo capitale naturale, evitando processi di abbandono e degrado, come la catastrofica esperienza degli incendi del 2017. 
Il Testo unico, in coerenza con gli accordi internazionali e le norme comunitarie in materia ambientale, si ispira al concetto della Gestione Forestale Sostenibile (GSF) quale strumento per proteggere attivamente le risorse, anche tramite la loro valorizzazione economica
Il Testo unico chiarisce, quindi, gli obiettivi e le regole generali e comuni per dare un significato concreto al necessario bilanciamento tra protezione ambientale, creazione di occupazione in aree montane e offerta di materie prime rinnovabili, un bilanciamento che operativamente è, in base al dettato costituzionale, dato in capo alle Regioni e Province autonome. 
Per questa ragione il Testo unico definisce, nel rispetto del riparto delle competenze tra Stato e Regioni (Titolo V della Costituzione) un chiaro indirizzo e coordinamento unitario nazionale per una disciplina che è, e deve rimanere, multilivello e multisettoriale.
Al fine di rendere operativa una politica forestale coordinata, nel Testo unico vengono previsti sette decreti attuativi concertati tra Ministeri e Regioni non solo per la definizione di una nuova Strategia forestale nazionale, ma soprattutto per costruire criteri e indirizzi minimi nazionali su temi di estrema attualità per il settore come la formazione degli operatori, l’iscrizione agli albi delle imprese competenti, il riconoscimento dello stato di abbandono colturale del bosco, gli indirizzi di gestione forestale e la predisposizione degli strumenti della pianificazione forestale.
Il Testo unico si basa infatti, non solo su riconosciute considerazioni scientifiche, ma anche su un attento studio della normativa di settore vigente nelle 21 Regioni e Province autonome e una comparazione delle normative forestali adottate dai Paesi membri dell’UE che prevedono una attiva convivenza dell’interesse economico dei proprietari forestali (pubblici o privati) con l’interesse pubblico generale (ex multis Austria, Francia, Spagna, Germania).
Nell’aggiornare le disposizioni già previste e consolidate con il Dlgs 227 del 2001, si introducono importanti innovazioni che non minano le competenze e le prescrizioni già previste dalle normative nazionali inerenti la conservazione ambientale e paesaggistica. 
Il Testo unico fornisce elementi tecnici e operativi che permetteranno, nell’attuazione delle norme regionali, di garantire una maggiore efficacia nell’intervento di tutela e gestione, a partire da una definizione comune di bosco, che consente di applicare più efficacemente e speditamente la normativa in materia ambientale e paesaggistica di competenza esclusiva dello Stato. 
Nel rispetto dell’autonomia sancita dall’art. 117 della Costituzione, le Regioni e le Province autonome possono integrare e specificare tale definizione, in relazione alle proprie esigenze e caratteristiche, così come quella delle aree assimilate a bosco e delle aree escluse dalla definizione di bosco, con il vincolo tuttavia (assente fino ad oggi) che non venga diminuito il livello di tutela e conservazione assicurato alle foreste come presidio fondamentale della qualità della vita.
Uno dei cardini del Testo unico rimane il ruolo della pianificazione forestale in considerazione del fatto che solamente il 15% della superficie forestale nazionale risulta oggi avere un piano di gestione vigente. 
La pianificazione forestale ritorna ad essere lo strumento base e imprescindibile per garantire il governo del territorio e tutelare le responsabilità dei proprietari (pubblici e privati) nelle scelte di gestione da adottare in relazione al contesto ecologico e socioeconomico locale. 
È importante ricordare che per l’ordinamento nazionale il Testo unico, come la normativa nazionale vigente, si deve limitare a fornire indirizzi e linee guida, nel rispetto delle quali sarà poi compito delle amministrazioni regionali e delle Province autonome individuare nella propria programmazione e pianificazione quelle aree meritevoli di conservazione assoluta e specifica, di restauro o di “gestione attiva” e le scelte gestionali da attuare.
Il Testo unico non prevede assolutamente, come paventato da alcuni male informati, di cambiare confini, regime di tutela e modalità di gestione di quel 27% del patrimonio forestale nazionale rientrante nelle aree protette e nella rete Natura 2000. 
Al contrario impone di adottare finalmente politiche integrate di pianificazione territoriale che riconoscano il ruolo dei boschi e dei sistemi forestali nei diversi contesti ecologico-territoriali e socioeconomici, con piani di gestione che definiscano chiaramente, se necessario, le scelte selvicolturali più idonee agli obiettivi di conservazione ed erogazione di tutti i servizi ecosistemici. 
Le amministrazioni regionali e delle Province autonome sono chiamate a promuovere esperienze che coniughino conservazione, sostenibilità e uso delle risorse locali valorizzando la fornitura di servizi ambientali di interesse pubblico e riconoscendo anche l’attivazione di schemi di pagamento dei servizi ecosistemici, in attuazione dell’art.70 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. 
Il Rapporto di Forest Europe sullo Stato delle foreste europee al 2015 (http://www.foresteurope.org/docs/fullsoef2015.pdf) pone
chiaramente in luce come, per tutti gli aspetti legati alla protezione e regolazione dei servizi ecosistemici, l’Italia abbia il più efficace sistema di tutela (vd. Indicatore 4.2A sui sistemi di rigenerazione – pag. 271; 4.3A sulla naturalità delle foreste – pag. 274 e seg.; sulle specie introdotte – pag. 277; 4.9A sulle aree forestali protette - pag. 286 e seg.; 5.1 e 5.2 sulle foreste a fini protettivi - pag. 289 e seg.; 4.8A sulla presenza di necromassa - pag. 278) e il Testo unico si prefigge di mantenere tale primato dell’Italia.
Alcuni commentatori, facendo riferimento agli articoli del Testo unico sui terreni abbandonati, paventano il rischio di un utilizzo improprio dello strumento dell’esproprio della proprietà privata. Il Testo unico non contempla affatto tale ipotesi. Introduce invece il concetto di superficie forestale o agricola abbandonata in coerenza con le indicazioni europee in merito ai pagamenti PAC, e che oltre ad essere già presente in diverse normative regionali vigenti, risulta nel contesto forestale nazionale di estrema attualità. 
La definizione e individuazione di superfici abbandonate permetterà di garantire, quando indispensabile in una prospettiva di interesse pubblico, una tutela attiva del patrimonio secondo quanto definito e previsto negli strumenti di pianificazione, anche in assenza di un esplicito consenso del proprietario. 
Tale ipotesi è finalizzata a garantire l'incolumità pubblica oggi rappresentata non solo dal dissesto idrogeologico ma anche dagli incendi, dalla propagazione di patogeni e fitopatie, dall’abbandono di detriti e rifiuti che possono mettere a rischio la stabilità del bosco e la sua capacità di fornire servizi ecosistemici. Se i proprietari non sono in grado di dare attuazione alle prescrizioni previste nei piani, soprattutto per quanto riguarda la protezione e l’erogazione di servizi ecosistemici utili alla comunità, il Testo unico prevede la sostituzione unicamente nella gestione del bene, e non l’esproprio, lasciando quindi intatto il diritto di proprietà.
Sono state date da alcuni commentatori indicazioni di lasciare “all’evoluzione naturale il patrimonio forestale italiano” ma tale affermazione non tiene in considerazione che il 92% della superficie forestale nazionale, secondo quanto registrato nell’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatori di carbonio del 2005, è fortemente antropizzato, è stato utilizzato in maniera intensiva per secoli con una semplificazione della composizione delle specie e della struttura. 
In genere non si tratta, quindi, di foreste naturali, ad alta resilienza, ma di soprassuoli fragili, da indirizzare a condizioni di maggior stabilità. 
È per questo che nel Testo unico, accanto alla tutela e al riconoscimento dei valori di naturalità e di grande recupero avvenuto in questi decenni, si richiama con forte convinzione e su riscontrabili evidenze scientifiche, nazionali e internazionali, comprese le Risoluzioni di Forest Europe, la necessità di riprendere, nelle situazioni che la pianificazione riconoscerà come idonee, una “gestione attiva” del patrimonio forestale nazionale secondo i canoni della Gestione Forestale Sostenibile, per il mantenimento dell’alta biodiversità delle nostre fitocenosi e la prevenzione dei fenomeni di degrado, che il cambiamento climatico renderà sempre più frequenti e destabilizzanti.
Il Testo unico indica infatti alle amministrazioni il compito di provvedere, oltre che alla tutela delle aree forestali storicamente gestite, anche al recupero e alla rinaturalizzazione delle aree degradate o abbandonate, in coerenza con i piani paesaggistici approvati e che abbiano contemplato l’argomento. 
Tali indicazioni sono state formulate in concerto con il MATTM e il MIBACT, che hanno contribuito alla stesura del testo del Decreto evidenziando gli obiettivi in materia di “tutela della natura e della biodiversità” nonché di “adattamento ai cambiamenti climatici” e di conservazione del paesaggio storico e del mosaico paesaggistico.
Infine il Testo unico, diversamente da quanto evidenziato da alcuni commentatori, non si concentra solamente sulla necessità di disciplinare le attività di gestione e promuovere lo sviluppo di filiere legate alla produzione di legname, ma considera anche il ruolo fondamentale, dal punto di vista socio-culturale e per lo sviluppo della bio-economia, dei prodotti forestali legnosi e non legnosi (funghi, tartufi, sughero, castagne, erbe aromatiche e medicinali, …), così come di tutte le attività turistico-ricreative, didattiche, sportive e culturali che sono legate alla presenza e gestione delle foreste.
L’Italia ha grandi responsabilità nella gestione delle proprie foreste, responsabilità accresciute dal fatto che il paese dipende fortemente dall’importazione di legname dall’estero, una dipendenza che crea non di rado problemi molto critici alla qualità e stabilità delle risorse e delle comunità dei nostri fornitori, paesi che cercano di percorrere cammini di sviluppo sociale ed economico che l’importazione di legname, ancor più quando illegale, certamente non favorisce. 
Inoltre, l’Italia, paese povero di risorse energetiche, ha una grande responsabilità nel definire modalità corrette di utilizzo di quella che è la prima risorsa rinnovabile nazionale (Rapporto SEN2017). 
Il paese europeo più ricco di biodiversità forestale ha grandi responsabilità rispetto alla tutela di fenomeni di degrado sempre più evidenti, in gran parte dovuti al fatto che gli italiani non apprezzano il valore delle loro foreste, un capitale naturale che se fosse correttamente conosciuto e valorizzato sarebbe certamente meglio difeso.
Sono queste le sfide che il Testo unico, nei limiti di un documento normativo, concertato in anni di lavoro con portatori di interesse e amministrazioni a vario ruolo competenti e sottoposto al vincolo pesante di non gravare sulle spese dello Stato, ha cercato di affrontare individuando alcuni strumenti di sviluppo.
I “forti dubbi scientifici, tecnici e giuridici” espressi da alcuni commentatori rinforzano la convinzione che sia fondamentale proseguire e approfondire un dialogo tra le parti sociali che, al di là dell’auspicabile definitiva approvazione del Testo unico, apra, come il processo partecipativo dell’ultimo anno ha dimostrato possibile, una stagione di leale e costruttiva collaborazione nella gestione della più grande infrastruttura verde del paese e ad un riconoscimento della selvicoltura quale elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico e per la salvaguardia ambientale del territorio della Repubblica, nonché alla conservazione, alla crescita e alla razionale gestione del patrimonio forestale nazionale.

FIRMATARI DELL'APPELLO

UNIVERSITA'
Agrimi Mariagrazia Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Alberti Giorgio Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali, Università degli Studi di Udine
Anselmi Naldo Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Ascoli Davide Dipartimento di Agraria, Università degli Studi di Napoli
Balsi Marco Dipartimento di ingegneria dell'Informazione elettronica e Telecomunicazioni, Università La Sapienza
Barbati Anna Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Barbera Giuseppe Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, Università di Palermo
Battipaglia Giovanna Dipartimento scienze e tecnologie ambientali biologiche e farmaceutiche, Università della Campania "L. Vanvitelli"
Beretti Roberta Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino
Biasi Rita Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Blasi Emanuele Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Bovio Giovanni Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino
Brun Filippo Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino
Carbone Francesco Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Carrosio Giovanni Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università di Trento
Cavalli Raffaele Direttore Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Coderoni Silvia Department of Economics and Social Sciences, Università Politecnica delle Marche
Corti Giuseppe Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Crosetti Alessandro Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Torino
De Angelis Paolo Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Defrancesco Edi Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Ferrucci Nicoletta Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Ferrara Agostino Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, Università degli Studi della Basilicata
Fioravanti Marco Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Galletto Luigi Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Garbarino Matteo Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino
Garfi Vittorio Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise
Gatto Paola Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova - Coordinatrice LM Forest Science,
Gerbi Vincenzo Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari Università di Torino
Gherardo Chirici Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Giannini Raffaello Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Giordano Giuseppe Ervedo Professore emerito di Selvicoltura e Assestamento forestale
Grigolato Stefano Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Harfouche Antoine Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Hofmann Amerigo Professore emerito di Selvicoltura e Assestamento forestale
Inglese Paolo Dipartimento Scienze Agrarie e Forestali, Università degli Studi di Palermo
Kuzminsky Elena Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
La Fortezza Raffaele Dipartimento di scienze agroambientali e territoriali, Università degli Studi di Bari
La Mela Veca Donato Dipartimento Scienze Agrarie Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Palermo
Lasserre Bruno Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise
Leone Vittorio Dipartimento di Scienze, Università degli Studi della Basilicata
Lombardi Fabio Dipartimento di Agraria, Universitá degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
Lovreglio Raffaella Dipartimento di Agraria, Università degli studi di Sassari
Maetzke Federico Dipartimento di Metodi e Modelli per l'Economia, il Territorio e la Finanza , Università degli Studi La Sapienza, Roma
Magnani Federico Dipartimento Scienze e tecnologie Agroalimentari, Università degli Studi di Bologna
Maltoni Alberto Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Marangon Francesco Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche, Università di Udine; Presidente SIDEA
Marchetti Marco Centro di Ricerca Aree interne e Appennini, Presidente Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, SISEF
Marchi Enrico Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Marinari Sara Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Marino Davide Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise
Marziliano Pasquale Dipartimento di Agraria, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
Masiero Mauro Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Minotta Gianfranco Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino
Motta Renzo Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino
Nola Paola Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente, Sezione Ecologia del Territorio, Università degli Studi di Pavia
Paci Marco Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Panunzi Stefano Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise
Papale Dario Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Pettenella Davide Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova, Coordinatore Dottorato LERH
Pisani Elena Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Piussi Piero Professore Emerito di Selvicoltura
Pomarici Eugenio Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Portoghesi Luigi Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Raddi Sabrina Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Raffaella Marzano Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino
Ripullone Francesco Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, Università degli Studi della Basilicata
Romagnoli Manuela Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Sabatti Maurizio Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Salbitano Fabio Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Sallustio Lorenzo Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise
Sanesi Giovanni Dipartimento di scienze agroambientali e territoriali, Università degli Studi di Bari
Santopuoli Giovanni Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise
Scarascia Mugnozza Giacomo Dipartimento di scienze agroambientali e territoriali, Università degli Studi di Bari
Scarascia Mugnozza Giuseppe Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Secco Laura Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Sitzia Tommaso Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Tagliavini Massimo Dipartimento Scienze e Tecnologie, Libera università di Bolzano -Presidente SOI
Thiene Mara Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Tognetti Roberto Dipartimento Agricoltura Ambiente e Alimenti, Università del Molise
Tonon Giustino Dipartimento di Scienze e Tecnologie, Libera Università di Bolzano
Togni Marco Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Travaglini Davide Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze
Trestini Samuele Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Urbinati Carlo Dipartimento di scienze agrarie alimentari e ambientali, Università Politecnica delle Marche
Vacchiano Giorgio Dipartimento di Scienze Agrarie e ambientali, Università degli Studi di Milano
Valentini Riccardo Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Vannini Andrea Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Vettraino Anna Maria Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia
Zanetti Michela Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova
Zanuttini Roberto Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino
Zimbalatti Giuseppe Direttore Dipartimento di Agraria, Universitá degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

ENTI DI RICERCA
Allegretti Ottaviano Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Berti Stefano Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Brunetti Michele Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Calvo Enrico Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste - ERSAF Lombardia
Cantiani Paolo Centro di ricerca Foreste e Legno, CREA - Arezzo
Cavallaro Valeria Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Centritto Mauro Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Cesaro Luca Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Trento
Chiarabaglio Irma Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Casale
Collalti Alessio Foundation euroMediterranean Center on Climate Change - CMCC - IAFES
Corona Piermaria Direttore Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo
Costantini Giuseppina Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Potenza
Cuccui Ignazia Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
De Dato Giovanbattista Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo
Ducci Fulvio Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo
Fares Silvano Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Roma
Gianmario Nava ARPA, Regione Piemonte
Giovannelli Alessio Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Godone Danilo Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica, CNR
Lambardi Maurizio Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Licciardo Francesco Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Lombardia
Lucci Stefano Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale -ISPRA, Roma
Maluccio Saverio Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma
Macchioni Nicola Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Marandola Danilo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma
Marinangeli Francesca Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo
Matteucci Giorgio Direttore Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo, CNR
Monteleone Alessandro Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma
Negri Martino Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Nocetti Michela Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Palanti Sabrina Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Paletto Alessandro Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo
Paoletti Elena Istituo Protezione Piante, CNR
Perugini Lucia Foundation euroMediterranean Center on Climate Change - CMCC - IAFES
Pizzo Benedetto Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Rapella Alessandro Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste - ERSAF Lombardia
Riggi Ezio Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Romano Raoul Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma
Salis Michele Istituto di Biometerologia, CNR
Salvati Luca Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo
Scarascia Mugnozza Gabriele Geologia Applicata di Sapienza, Università di Roma; Presidente Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile
Scrinzi Gianfranco Dirigente di Ricerca Consiglio della Ricerca in Agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - CREA
Spinelli Raffaele Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR
Storti Daniela Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma
Vanni Francesco Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma
Zezza Annalisa Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma
Zumpano Catia Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma

ASSOCIAZIONI
Accademia dei Geogofili
Agronomi e Forestali Senza Frontiere
Associazione Forestale di Pianura
Associazione Forestale Italiana, AFI
Associazione Italiana Energie Agroforestali- AIEL
Associazione Pro Silva Italia
Associazione Program for Endorsement of Forest Certification Schemes, PEFC Italia
Condotta Forestale - Associazione degli interessi e delle comunità forestali
Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali, CONAF
Coordinamento Nazionale delle Imprese Boschive
Federazione dei Parchi e delle Riserve Naturali
Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali, FIDAF
Federazione Risorse Boschive e Coltivazioni Legnose, Confagricoltura
Federforeste
Fondazione Montagna Italia
FORESTABRUZZO - Consorzi forestali associati
Forests Stewardship Council, FSC
Kyoto Club
Legambiente Onlus
Società Italiana di Genetica Agraria
Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, SISEF
Unione Nazionale Comuni Comunità ed Enti Montani, UNCEM

ADESIONI VOLONTARIE
Antonio Nicoletti Legambiente Onlus
Bertani Remo Progettista e pianificatore forestale, RDM Progetti s.r.l
Borghetti Marco Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, Università degli Studi della Basilicata
Bottai Lorenzo Progettista e pianificatore ambientale e forestale
Brunori Antonio Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, PEFC Italia
Calliari Gabriele Presidente Federforeste
Cameroni Laura Vice-Presidente ODAF CO-LC-SO, Coordinatrice tecnica del Dipartimento Sistemi verdi e forestali di FODAF Lombardia.
Clementi Umberto Servizio Territorio, Ambiente e Protezione civile – Agricoltura e Foreste, Comunità Montana Alta Valtellina
Cotterchio Augusto Progettista e pianificatore ambientale e forestale
D’Orlando Maria Cristina Presidente PEFC Italia
Dotta Alberto Direttore Consorzio Forestale Alta Valle Susa
Ferrante Francesco Vicepresidente Kyoto Club
Franca De Ferrari Regione Puglia, Ufficio Foreste
Frattegiani Mauro Presidente Pro Silva Italia
Gabriele Peterlin Regione Piemonte, Ufficio Foreste
Gasbarro Concezio Presidente Federazione Risorse Boschive e Coltivazioni Legnose, Confagricoltura
Giampiero Sammuri Presidente di Federparchi- Europarc Italia
Giovanna lampreu Regione Sardegna
Giulio Ciccalè Regione Marche, Dirigente Ufficio foreste
Graziano Bagnoli Unione Montana Alta Val di Cecina
Lo Bianco Luca Direttore Scientifico Fondazione Montagna Italia
Lorenzo Camoriano Regione Piemonte, Ufficio Foreste
Luca Carletti Studente di Scienze forestali e Ambientali
Maglioni Fabrizio Regione Piemonte, Direzione OO.PP., Dif. del Suolo, Montagna, Foreste, Prot. Civile, Trasporti e Logistica
Maracchi Giampiero Presidente Accademia dei Georgofili
Marco Corgnati - Torino Regione Piemonte, Ufficio Foreste
Massimo Stroppa Regione Friuli Venezia Giulia, Ufficio Foreste
Michela Benato Siena Progettista e pianificatore ambientale e forestale
Montaghi Alessandro Ricercatore forestale PhD
Pezzotti Mario Presidente Società Italiana di Genetica Agraria
Pierluca Gaglioppa Regione Lazio, Area Foreste e Servizi Ecosistemici
Rossi Luigi Presidente della Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali
Scotti Roberto School of Forestry, Nuoro, Università di Sassari
Simona Pallanza Commissario superiore del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA)
Sisti Andrea Presidente Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali, CONAF
Valese Eva Progettista antincendio boschivo

GLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA BIOMASSE NELLA REGIONE ABRUZZO - Stato dell’arte sull’utilizzo delle biomasse legnose agroforestali per fini energetici in Abruzzo

pubblicato 23 feb 2018, 03:33 da Presidenza ForestAbruzzo

Il Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale e della Pesca della Regione Abruzzo, in partenariato con nove partner europei che rappresentano otto diversi Stati membri, partecipa alla realizzazione del progetto Interreg Europe 2020 Bio4Eco “Sustainable regional biomass policies – A game changer”.

Capofila del progetto è il Centro di Scienze Forestali della Catalogna (Spagna) gli altri partner oltre la Regione Abruzzo sono il Direttorato Generale dell’Ambiente Naturale della Catalogna; il Consiglio Regionale della Karelia del Nord (Finlandia); il Ministero dell’Agricoltura della Lettonia; l’Associazione proprietari forestali della Lettonia; la Federazione francese delle municipalità forestali; il Servizio Forestale della Slovenia; l’Agenzia esecutiva per le Foreste della Bulgaria e l’Agenzia di Sviluppo Regionale di Centru (Romania).

Il progetto Bio4Eco ha l’obiettivo di favorire l’attuazione delle politiche regionali e nazionali verso un’economia a basse emissioni di carbonio, promuovendo l’utilizzo di energie rinnovabili, in particolare quelle provenienti dalle biomasse agricole e forestali.

La Regione Abruzzo nella fase di implementazione delle attività progettuali ha coinvolto alcuni importanti stakeholders ed operatori economici del territorio, tra i quali il Consorzio ForestAbruzzo, Condotta, l’ENEA, il Corpo Carabinieri Forestale, i Parchi nazionali e regionali per costituire un Gruppo di lavoro il cui obiettivo è quello di supportare le strutture regionali competenti nella preparazione di un Piano di Azione Locale finalizzato a promuovere l’uso delle biomasse di origine agro-forestale come fonte di energia rinnovabile.

Con la collaborazione del Gruppo di Supporto Locale, la Regione Abruzzo ha condotto un’analisi  tesa a rilevare lo stato dell’arte in merito all’utilizzo delle biomasse legnose agroforestali per fini energetici in Abruzzo

Dall’analisi emerge che la regione Abruzzo ha un indice di boscosità del 40,6% con un incremento corrente pari ad oltre 1,3 milioni di metri cubi ed un prelievo che negli ultimi anni si è attestato sotto il 10% dell’incremento

Contestualmente si rileva che i boschi riscontrano un crescente abbandono, con un aumento del rischio incendi causato da un accumulo di residui nel sottobosco  e con una ridotta funzione di protezione dal rischio idrogeologico. 

Dai dati ISTAT risulta in Abruzzo un consumo di 718 kg/pro capite anno di legna da ardere, uno dei tre valori più alti tra tutte le regioni italiane e per la maggior parte importata da fuori regione.

La regione Abruzzo ha una disponibilità potenziale di biomasse legnose agro forestali (esclusi i residui delle lavorazioni industriali e la manutenzione del verde urbano) stimata prudenzialmente pari ad almeno 200 kton s.s./anno equivalenti a 86 ktep

Di contro il numero degli impianti e la produzione totale di Energia da biomasse solide è tra le più basse d’Italia ed il peso sulla produzione totale da FER in Abruzzo è pari allo 0,2%.

Questa grande quantità di biomassa è utilizzata in maniera meno efficiente e più impattante per l’ambiente e per la salute umana (camini o stufe tradizionali) da 81 famiglie su 100 che consumano legna e da 85,6 famiglie su 100 che consumano pellet. 

Tali forme di utilizzo hanno un forte impatto negativo sulla qualità dell’aria che, in particolar modo nell’area metropolitana di Chieti – Pescara, nella quale risiedono circa un terzo della popolazione abruzzese (393.000 abitanti) ed in generale lungo la fascia costiera centro settentrionale, presenta valori di concentrazioni di polveri sottili paragonabili a quelli della pianura padana.

Tra le cause principali del mancato sviluppo di una filiera legno-energia in Abruzzo, si rileva la parziale presenza di pianificazione di dettaglio dei boschi (per la maggior parte pubblici 57%), che ha reso difficile programmare un approvvigionamento di biomassa forestale verosimile e costante da parte di soggetti privati e/o pubblici interessati allo sviluppo del settore.
 
Gli operatori delle imprese forestali lamentano anche eccessivi vincoli relativi alla viabilità forestale e alle opere connesse ai tagli boschivi.

Interventi realizzati (ed in corso di realizzazione) a valere sul Programma Regionale di valorizzazione energetica delle biomasse hanno evidenziato come il territorio, soprattutto quello delle aree interne e montane, sia pronto alla valorizzazione del proprio patrimonio forestale a fini energetici.
 
In conclusione l’analisi rileva che lo sviluppo di una filiera legno-energia realmente corta è in grado di apportare benefici sotto molteplici aspetti, non solo economici ma anche ambientali e sociali, quali la creazione di posti di lavoro diretti e indiretti, la rivitalizzazione delle aziende e consorzi forestali, la cura e manutenzione dei boschi ormai ridotti in uno stato di abbandono. Inoltre, si garantirebbe una migliore prevenzione degli incendi boschivi (solo nell’estate 2017 in Abruzzo si sono persi circa 7.500 ettari di boschi a causa di incendi), l’autonomia energetica (riscaldamento) delle aree interne e anche il miglioramento della qualità dell’aria nel caso del teleriscaldamento, in quanto un grande impianto ha rendimento e controllo dei fumi migliori rispetto ai tanti piccoli impianti che va a sostituire.

Considerando che tra i 305 comuni della regione Abruzzo oltre il 50% (153) ricade nelle fasce climatiche E (40,3%) ed F (9,8%) e che 58 comuni, tutti rientranti nella fascia climatica E, non sono ancora serviti da una rete di distribuzione del gas metano, la potenzialità e la vocazione delle aree interne della regione Abruzzo sembra indirizzare verso la realizzazione di centrali di teleriscaldamento e/o cogenerative a biomassa, di potenza adeguata ai territori che le ospiterebbero, (ad esempio 1MWt può riscaldare da 150 a 200 unità abitative) simili alle numerose esperienze che si sono realizzate nel nord Italia, trovando il giusto equilibro tra la migliore efficienza in termini di rendimento e di emissioni in atmosfera dei grandi impianti con la dimensione e relativo fabbisogno di biomassa adeguati ad un modello di approvvigionamento delle biomasse solide a scala territoriale (filiera cortissima).

Il teleriscaldamento potrebbe rappresentare una tra le soluzioni più economiche per gli utenti finali in termini di euro/MWh, anche rispetto alle moderne caldaie a metano a condensazione.


In allegato l'Abstract della ricerca.

Lo studio completo può essere richiesto all'indirizzo: agricooperazione@regione.abruzzo.it

Area Peligna: note sul settore forestale

pubblicato 16 nov 2017, 02:11 da Presidenza ForestAbruzzo

In merito all'incontro promosso dal Sindaco di Pratola Peligna, legato alla questione "incendi" di questa estate e in cui è stata proposta la costituzione di una ATS, mi permetto di inviarti alcune osservazioni.

Come giustamente osservato diversi comuni dell'area sono parte di Consorzi Forestali, con soci pubblici e privati, con i quali hanno convenzioni di gestione in essere. Nell'area sono presenti il *CF Alto Gizio, il CF Alto Sangro, il CF Colle Rotondo, il CF Alta Valle del Sagittario, il CF Subequano, il CF Maiella Ovest*. I Consorzi operano come strumenti tecnico-operativo dei Comuni nella gestione forestale sia attraverso il tentare di accedere a finanziamenti pubblici, sia, ove possibile, attraverso l'attività "privatistica" dei tagli boschivi di uso civico e commerciale.

In alcuni casi (es. Pettorano sul Gizio, Rocca Pia, Bugnara, ... ) i Consorzi hanno anche realizzato i *Piani di Gestione* (anticipandone i costi), cosa che ha permesso, ad esempio, a Bugnara di presentare, attraverso il Consorzio Colle Rotondo, un progetto ai sensi della Misura 8.5 del PSR. Cosa che avevano fatto anche i comuni di Pettorano e Rocca Pia nella scorsa programmazione, sempre attraverso i Consorzi di riferimento (Alto Gizio e Alto Sangro).

Inoltre i Consorzi si sono fatti anche promotori di *progetti "collaterali"* al settore forestale, come il progetto "Terre Italiche" per la Misura 7.4.1 del PSR, con beneficiaria l'Associazione "Condotta Forestale", che ha coinvolto diversi comuni, alcuni anche non associati ai Consorzi (Corfinio, Raiano, Roccacasale, Bugnara, Rocca Pia, Introdacqua, Scanno, Goriano e Castel di Ieri).

Per quanto riguarda specificatamente l'accesso alle *misure forestali del PSR*, la citata 8.5 o il prossimo 8.3 "Prevenzione dei disastri naturali e degli incendi", è opportuno sottolineare che questo è legato alla presenza di un Piano di Gestione per proprietà superiori a 50 Ha (vigente o precedentemente inviato alla Regione) non per un "capriccio" regionale, ma perchè previsto dall'art. 21 del Reg UE 1305-2013 sullo sviluppo rurale. Tale previsione, quindi, non è superabile.

Per ciò che riguarda la proposta di munirsi "in estremis" del Piano dobbiamo ricordare quanto precisato dalla Regione, precisazione peraltro da noi non condivisa, rispondendo ad una FAQ per la 8.5: "Non essendo dette norme (Regolamento) all'attualità emanate e non recando la norma disposizioni transitorie in relazione a detto aspetto, non ricorrono le condizioni per avviare i procedimenti. Pertanto, per quanto concerne eventuali Piani per i quali l'istruttoria non sia stata già avviata in vigenza delle norme abrogate con la LR 3/2014, la condizione di ammissibilità non può essere considerata rispettata con l'invio di un nuovo piano".
Pertanto la proposta di andare a redigere un piano è ad oggi inutile ai fini dell'accesso al PSR.
Ciò senza considerare i costi e i tempi di redazione di un piano. Per dare un'idea il Piano di Bugnara è stato realizzato in 18 mesi con un costo di € 75.000.

L'ipotesi quindi di una ATS "generalista" - se operante nel settore forestale, cosa peraltro riportata nei resoconti giornalistici, ma non presente nella proposta di ATS che parla di "ambiente, agricoltura e turismo" - nel quadro esposto rischia quindi di divenire più un problema che una opportunità.

E' invece certamente utile un coordinamento di area che, mi permetto suggerire, sarebbe bene allargare ai soggetti operanti nel settore, a partire, appunto, dai Consorzi Forestali.

Restiamo quindi a disposizione.

Cordiali saluti

*Gaspar Rino Talucci - FORESTABRUZZO - Consorzi Forestali Associati*

20 novembre 2017 - Convegno delle SAF Marche

pubblicato 13 nov 2017, 07:02 da Presidenza ForestAbruzzo   [ aggiornato in data 13 nov 2017, 07:04 ]

Riorganizzazione del Ministero: nasce la Direzione generale delle foreste

pubblicato 2 nov 2017, 09:42 da Presidenza ForestAbruzzo

Il 05/10/2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento che, nell'ambito della Riorganizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, istituisce la Direzione generale delle foreste.

Alla Direzione sono attibuite la rappresentanza e tutela degli interessi forestali nazionali in sede europea e internazionali,coordinamento delle politiche forestali nazionali e regionali.

Tra le competenze della neonata Direzione troviamo:
  • l'eleborazione delle lineee di politica forestale, anche con riferimento al dissesto idrogeologico e alla mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • controllo e monitoraggio del consumo del suolo forestale;
  • elaborazione e coordinamento delle politiche della filiera legno, in coerenza con quelle dell'Unione Europea.
  • il coordinamento delle politiche di biodiversità negli ecosistemi forestali.
  • il coordinamento e tutela dei patrimoni genetici e delle sementi di interesse forestale, nel rispetto della normativa europea e internazionale vigente;
  • la tutela e valorizzazione dei prodotti forestali e del sottobosco;
  • gli adempimenti relativi all'attuazione del decreto ministeriale n. 18799 del 27 dicembre 2012 di istituzione dell'Autorità nazionale competente per l'applicazione del regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento Europeo e del Consiglio;
  • la certificazione in materia di commercio internazionale e di detenzione di esemplari di fauna e di flora minacciati di estinzione, di cui all'art 8-quinques,comma 3-quinques, della legge 7 febbraio 1992 n.150 tramite le unità specializzate dell'Arma dei carabinieri;
  • la tenuta dell'elenco degli alberi monumentali e rilascio del parere di cui all'articolo 7, comma2  e 4 della legge 14 gennaio 2013, n.10.

La Camera dei Deputati ha trasformato in legge il ddl 4522 Domini Collettivi

pubblicato 2 nov 2017, 08:11 da Presidenza ForestAbruzzo   [ aggiornato in data 2 nov 2017, 08:13 ]

La nuova Legge sancisce che gli enti esponenziali delle collettività titolari del diritto d'uso civico e della proprietà collettiva hanno personalità giuridica di diritto privato ed autonomia statutaria.

Agli enti esponenziali della collettività (es: comunioni familiari montane, comunalie, consorzi di utenti, università agrarie, beni sociali, vicinie, regole, comunelle, partecipanze agrarie, società di antichi originari, ius, consorterie, ademprivi, ASUC, ASBUC, frazioni) la legge riconosce la personalità giuridica di diritto privati e autonomia statutaria e affida la competenza all’amministrazione dei beni collettivi, che in mancanza vengono amministrati dai comuni ( il relatore ha segnalato che quest’ultima è la situazione più diffusa in Italia, specie nel sud e nelle isole. In base all'ultimo censimento dell'agricoltura si ricava che dei quasi 17 milioni di ettari di superficie agricola totali in Italia, ben 1,66 milioni di ettari, cioè il 9,77 per cento, risulta appartenere a comunanze, università agrarie, regole o comuni che gestiscono la proprietà collettiva) .

I beni collettivi restano inalienabili, indivisibili, inusucapibili e a perpetua destinazione agro-silvo-pastorale; essi sono elencati all’art. 3 che include: le terre di originaria proprietà collettiva; le terre con le costruzioni di pertinenza assegnate in proprietà collettiva agli abitanti di un comune o di una frazione a seguito della liquidazione dei diritti di uso civico e di qualsiasi altro diritto di promiscuo godimento esercitato sulle terre di soggetti pubblici e privati; le terre derivanti da scioglimento delle promiscuità ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 1766 del 1927 sul riordino degli usi civici; le terre derivanti da conciliazioni nelle materie regolate dalla predetta legge, che ha previsto la possibilità, in ogni fase del procedimento di liquidazione degli usi civici, di promuovere un esperimento di conciliazione. Poi: le terre derivanti dallo scioglimento di associazioni agrarie, ovvero le associazioni di cui alla legge n. 397 del 1894; le terre derivanti dall'acquisto, ai sensi dell'articolo 22 della legge n. 1766 del 1927 e dell'articolo 9 della legge 3 dicembre 1971, n. 1102; le terre derivanti da operazioni e provvedimenti di liquidazione o estinzione di usi civici; le terre derivanti da permuta o donazione; le terre di proprietà di soggetti pubblici o privati su cui i residenti del comune o della frazione esercitano usi civici non ancora liquidati.

Non vengono modificate l procedure di liquidazione previste dalla legge del 1927.

Con particolare riguardo alle comunità montane, si prevede che entro un anno dall'entrata in vigore della legge le regioni debbano, nel rispetto degli statuti delle comunità montane, disciplinare con legge i profili relativi alla gestione di beni agro-silvo-pastorali.

18 ottobre 2017 - Villavallelonga - Consegna attrezzature progetto "Biomasse"

pubblicato 20 ott 2017, 01:12 da Presidenza ForestAbruzzo   [ aggiornato in data 20 ott 2017, 01:46 ]

Sono state consegnate le attrezzature di cui il Comune di Villavallelonga si è dotato in attuazione del progetto “Bando pubblico approvato con Determinazione DA 13/248 del 20/10/2011 per la concessione di incentivi finalizzati alla realizzazione di centri di stoccaggio per il trattamento dei materiali legnosi al fine di ottenere cippato e la posa in opera di impianti completi per l’utilizzo del cippato per la fornitura di energia termica (B.U.R.A. n° 68 del 11.11.2011)”.

Le attrezzature consistono in:

- Trattore NEW HOLLAND TD5.105 cabinato con aria condizionata comprensivo di caricatore anteriore a sgancio rapido e benna, cambio inversore idraulico, presa di forza 2 velocità e sincro, 3 distributori idraulici

- Rimorchio CAPRIOTTI tipo Dumper BCR/50 PD, apertura idraulica portellone, soprasponda e piedino idraulico

- Spaccalegna COMAR modello T26 orizzontale con caricatore idraulico e regolazione idraulico spacco e con attacco a tre punte

e saranno utilizzate a servizio dei due impianti a cippato per la produzione di energia termica realizzati a servizio del Centro visita del PNALM e della scuola.

A giorni si procederà anche al collaudo dei due impianti.

La realizzazione del progetto è stata curata dal Consorzio Forestale Le Valli dell'Orso.

Le foto della consegna delle attrezzature sono visionabili a questo link: https://photos.app.goo.gl/EpThFxQzCgvG23QJ2

Manuale criterio 5 GFS

pubblicato 11 set 2017, 10:22 da Presidenza ForestAbruzzo

È disponibile on-line il manuale che descrive il metodo di determinazione di nuovi Indicatori di Gestione Forestale Sostenibile (Forest Europe 2015) relativamente al Criterio 5 - Funzioni protettive nella gestione forestale.

Vengono descritte le procedure per ottenere dati sui nuovi indicatori in merito alle funzionalità protettive svolte dalle foreste. Gli indicatori proposti, di tipo quantitativo e con esplicito significato ecofisiologico, forniscono informazioni sullo stato protettivo delle foreste con particolare riferimento al ruolo della copertura per la regimazione delle acque e alla difesa dei suoli forestali dall’erosione.
Per ciascun indicatore proposto viene spiegato il significato e vengono date indicazioni dettagliate sulle modalità di campionamento, l’elaborazione e l’interpretazione dei dati.

Scarica il manuale

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