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Area Peligna: note sul settore forestale

pubblicato 16 nov 2017, 02:11 da Presidenza ForestAbruzzo
In merito all'incontro promosso dal Sindaco di Pratola Peligna, legato alla questione "incendi" di questa estate e in cui è stata proposta la costituzione di una ATS, mi permetto di inviarti alcune osservazioni.

Come giustamente osservato diversi comuni dell'area sono parte di Consorzi Forestali, con soci pubblici e privati, con i quali hanno convenzioni di gestione in essere. Nell'area sono presenti il *CF Alto Gizio, il CF Alto Sangro, il CF Colle Rotondo, il CF Alta Valle del Sagittario, il CF Subequano, il CF Maiella Ovest*. I Consorzi operano come strumenti tecnico-operativo dei Comuni nella gestione forestale sia attraverso il tentare di accedere a finanziamenti pubblici, sia, ove possibile, attraverso l'attività "privatistica" dei tagli boschivi di uso civico e commerciale.

In alcuni casi (es. Pettorano sul Gizio, Rocca Pia, Bugnara, ... ) i Consorzi hanno anche realizzato i *Piani di Gestione* (anticipandone i costi), cosa che ha permesso, ad esempio, a Bugnara di presentare, attraverso il Consorzio Colle Rotondo, un progetto ai sensi della Misura 8.5 del PSR. Cosa che avevano fatto anche i comuni di Pettorano e Rocca Pia nella scorsa programmazione, sempre attraverso i Consorzi di riferimento (Alto Gizio e Alto Sangro).

Inoltre i Consorzi si sono fatti anche promotori di *progetti "collaterali"* al settore forestale, come il progetto "Terre Italiche" per la Misura 7.4.1 del PSR, con beneficiaria l'Associazione "Condotta Forestale", che ha coinvolto diversi comuni, alcuni anche non associati ai Consorzi (Corfinio, Raiano, Roccacasale, Bugnara, Rocca Pia, Introdacqua, Scanno, Goriano e Castel di Ieri).

Per quanto riguarda specificatamente l'accesso alle *misure forestali del PSR*, la citata 8.5 o il prossimo 8.3 "Prevenzione dei disastri naturali e degli incendi", è opportuno sottolineare che questo è legato alla presenza di un Piano di Gestione per proprietà superiori a 50 Ha (vigente o precedentemente inviato alla Regione) non per un "capriccio" regionale, ma perchè previsto dall'art. 21 del Reg UE 1305-2013 sullo sviluppo rurale. Tale previsione, quindi, non è superabile.

Per ciò che riguarda la proposta di munirsi "in estremis" del Piano dobbiamo ricordare quanto precisato dalla Regione, precisazione peraltro da noi non condivisa, rispondendo ad una FAQ per la 8.5: "Non essendo dette norme (Regolamento) all'attualità emanate e non recando la norma disposizioni transitorie in relazione a detto aspetto, non ricorrono le condizioni per avviare i procedimenti. Pertanto, per quanto concerne eventuali Piani per i quali l'istruttoria non sia stata già avviata in vigenza delle norme abrogate con la LR 3/2014, la condizione di ammissibilità non può essere considerata rispettata con l'invio di un nuovo piano".
Pertanto la proposta di andare a redigere un piano è ad oggi inutile ai fini dell'accesso al PSR.
Ciò senza considerare i costi e i tempi di redazione di un piano. Per dare un'idea il Piano di Bugnara è stato realizzato in 18 mesi con un costo di € 75.000.

L'ipotesi quindi di una ATS "generalista" - se operante nel settore forestale, cosa peraltro riportata nei resoconti giornalistici, ma non presente nella proposta di ATS che parla di "ambiente, agricoltura e turismo" - nel quadro esposto rischia quindi di divenire più un problema che una opportunità.

E' invece certamente utile un coordinamento di area che, mi permetto suggerire, sarebbe bene allargare ai soggetti operanti nel settore, a partire, appunto, dai Consorzi Forestali.

Restiamo quindi a disposizione.

Cordiali saluti

*Gaspar Rino Talucci - FORESTABRUZZO - Consorzi Forestali Associati*

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